Potabile o minerale?
Sai distinguere la differenza tra i vari tipi di acqua da tavola? Un piccolo aiuto per sapere qualcosa in più.
> acqua potabileEsce dai rubinetti e dalle fontane. E’ destinata al consumo umano, per uso potabile e per la preparazione di cibi o altri usi domestici. Per essere definita tale deve rispettare i limiti previsti dalla direttiva 98/83/CE, recepita dal Decreto legislativo 31/01.
L’acqua potabile “non deve contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità‚ o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana”.
Sulle acque potabili devono essere effettuati controlli per evitare ogni tipo di inquinamento.
Devono essere ricercati antiparassitari, sostanze di provenienza industriale a rischio tossicologico, quali cloruro di vinile, benzene, benzopirene, trieline, dicloroetano.
I controlli devono essere effettuati su tre classi di parametri: microbiologici, chimici (tra gli altri arsenico, cadmio, cianuro, rame, piombo, mercurio, nichel e antiparassitari vari) e indicatori (ad esempio alluminio, ammonio, cloruro, solfato, sodio).
A questi sono stati recentemente aggiunti la verifica sulla radioattività dell’acqua e una serie di parametri di tipo microbiologico.
La normativa fissa limiti batteriologici e chimico-fisici.
Dunque, l’acqua potabile può essere trattata e questo avviene soprattutto con il cloro, che serve per disinfettare l’acqua ed evitare la riproduzione dei batteri.
Il Decreto legislativo 105/92 classifica come “acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari ed, eventualmente, proprietà‚ favorevoli alla salute”.
Le caratteristiche devono essere valutate sul piano geologico e idrogeologico; organolettico, fisico, fisico-chimico e chimico; microbiologico; se necessario, farmacologico, clinico e fisiologico.
Sull’acqua minerale sono consentiti alcuni trattamenti a patto che non sia modificata la composizione nelle componenti essenziali che le conferiscono le proprietà.
E’ dunque possibile separare alcune sostanze indesiderabili, gli elementi instabili (composti del ferro e dello zolfo) attraverso processi di filtrazione o decantazione, eventualmente preceduta da ossigenazione; i composti di ferro, manganese e zolfo e dell’arsenico da talune acque minerali naturali con un trattamento con aria arricchita di ozono. E’ consentita l’aggiunta di anidride carbonica.
Le acque minerali sono classificate in base alla quantità‚ di minerali che contengono.
- Minimamente mineralizzate (residuo fisso non superiore a 50 mg/litro);
- Oligominerali (residuo fisso non superiore a 500 mg/litro);
- Mediominerali (residuo fisso compreso tra 500 e 1.500 mg/litro);
- Ricche di sali minerali (residuo fisso fino a 1.500 mg/litro): acqua terapeutica, ricca di sali, da bere sotto controllo medico.
Tutte le bottiglie di acqua minerale devono avere un’etichetta, nella quale devono essere riportati i risultati delle analisi, aggiornati obbligatoriamente ogni 5 anni. Inoltre, devono essere indicati per legge il lotto e il termine minimo di conservazione ma non la data di imbottigliamento.
Si tratta dell’acqua potabile imbottigliata nei boccioni o servita nelle caraffe nei ristoranti. In questo caso deve essere chiaramente indicato che si tratta di acqua potabile trattata o di acqua potabile trattata e gassata.



